“once elephants used to fly”
6 min, video, minidv on dvd, (2008)
photography:
andrea cavallari
alessandro nassiri tabibzadeh
“once elephants used to fly”
6 min, video, minidv on dvd, (2008)
photography:
andrea cavallari
alessandro nassiri tabibzadeh
back to homepage
>> Eng >>
Clouds have always been over our eyes, from the ancient times to today. Literature and holy books in particular are full of episodes about it. Apocalypse begins with a cloud and in Hindu Airavata is a god, he is Indra's elephant, and he is born from a cloud and a monsoon.
The humanity has always observed clouds, maybe trynig to find out the future, or maybe only as a childish game.
Istanbul, a 12 milions people city between Europe and Asia, has a deep traffic. I tried to follow and cage on a magnetic tape, the first cloud in which I recognized a shape, and in specif an elephant.
An attemp already failed before the beginning. A metaphore, or maybe the story of all of us.
>> Ita >>
Le nuvole sono sempre state sopra di noi, dall'antichità ai giorni nostri.
La storia della letteratura e molti testi sacri, di diverse religioni, sono pieni di riferimenti ad esse. Nell'apocalisse, una nuvola, su cui sta un “Figlio d'uomo” con una corona d'oro e in mano una falce, annuncia l'inizio del giudizio. Per gli Hindu invece Airavata è una divinità, è l'elefante di Indra, il re degli dei, ed è figlio di una nuvola e di un monsone.
Osservare le nuvole e cercare di riconoscerci delle immagini è un'attività che l'uomo non ha mai smesso di praticare. Da puro svago dei bambini, al tentavivo di leggerci il futuro.
A Istanbul, una città di 12 milioni di persone, in equilibrio tra 2 continenti, con un traffico intenso, ho cercato a bordo di una moto di inseguire e di fermare su un nastro magnetico la prima nuvola in cui ho riconosciuto una forma, e in caso specifico un elefante.
Un tentativo destinato al fallimento fin dall'inizio, uno sforzo per inseguire un obiettivo irrealizzabile. Una metafora, forse la storia di tutti quanti.